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Descrizione |
| 2004 | Volume | E. Addis and M. Brouns (eds) "... |
| 2004 | Capitolo di libro | ”Quali politiche in un paese ... |
| 2004 | Articolo con referee | La relazione tra donne e denar... |
| 2006 | Articolo | I differenziali salariali per ... |
| 2007 | Capitolo di libro | I differenziali salariali per ... |
| 2007 | Capitolo di libro | Piano di Sviluppo Socioeconomi... |
| 2008 | Articolo con referee | L’eccellenza è quell’insieme d... |
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| Donne e denaro, generi e generazioni. | ||
La allocazione delle risorse nell’ambito della famiglia può essere indagata sotto due aspetti, la fruizione delle risorse stesse (per chi è il vestito acquistato, chi gode di più tempo libero), e la decisione sull’uso delle risorse stesse (chi decide che auto si compra, o che cibo si mangia, per tutta la famiglia, chi decide quanto tempo dedicare ai figli o agli anziani piuttosto che ad un’altra attività). La ricerca economica tradizionale ha finora indagato esclusivamente la allocazione della fruizione, e in particolare lo scambio tempo/salario, considerando la decisione come un aspetto sociologico. Recenti ricerche cominciano a mostrare che la decisione, e quindi il controllo effettivo delle risorse monetarie, ha anch’essa importanti implicazioni economiche: primo, perché il potere di decisione riguarda l’allocazione delle risorse tra i vari membri, ed è quindi rilevante a fini distributivi, secondo perché il potere di decisione determina la qualità della domanda di beni espressa dalla famiglia, e quindi interessa sia dal punto di vista welfaristico, sia dal punto di vista dell’orientamento della produzione da parte delle imprese. Il fine del nostro lavoro è quindi di migliorare ove possibile la comprensione dei processi che governano la fruizione, e cominciare a indagare per l’Italia le implicazioni economiche del potere decisionale. |
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| Tipo di finanziamanento ricevuto:MIUR - Ex40% | ||
| Campo di applicazione: Ricerca empirica con questionario CATI, elaborazione teorica economica e sociologica | ||
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| L`evoluzione del sistema di genere nel lavoro retribuito | ||
Il nostro progetto si articola in tre fasi: Una prima fase di ricerca prevede l’aggiornamento e l’estensione dell’analisi già iniziata nel Rapporto "I differenziali salariali per sesso 1980-2000: l`Italia e l`Europa" Rapporto di ricerca Comitato Nazionale Parità e pari Opportunità, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 2001. L’aggiornamento prevede l’utilizzo delle fonti SHIW e ECHP con le rilevazioni degli anni recenti, utilizzando le medesime metodologie del rapporto (regressioni con dummy, tecnica di Oaxaca). L’estensione prevede a) l’analisi dell’intera distribuzione salariale (e non solo al momento primo della distribuzione salariale), e b) l’utilizzo di indagini campionarie sulle famiglie per di misurare l’impatto delle caratteristiche familiari e del carico di lavoro non pagato (SHIW 2000) sui livelli salariali per sesso. Una seconda fase di ricerca riguarda l’analisi dei differenziali salariali per sesso fra posizioni contrattuali diverse utilizzando i microdati disponibili (differenziali per sesso all’interno di posizioni non standard, differenziali fra posizioni non standard e posizioni a tempo pieno e indeterminato, distribuzione per sesso rispetto alle diverse posizioni contrattuali e transizioni verso posizioni stabili). Nell’ambito di tale approfondimento si intende anche riflettere sulla costruzione di un più ampio sistema di indicatori che misuri oltre ai differenziali di reddito anche altri fattori quali: - Permanenza in posizioni lavorative - Regolarità delle retribuzioni - Prospettive rispetto al reddito futuro - Grado di dipendenza del lavoratore dalla famiglia La fase conclusiva di completamento prevede il paragone dei risultati da noi ottenuti con i risultati ottenuti da altri studiosi, sulle stesse o su altre basi dati (e segnatamente la base dati INPS) al fine di tracciare una sintesi “full information” della conoscenza economica circa il peso relativo che hanno le varie possibili determinanti dei differenziali salariali |
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| Tipo di finanziamanento ricevuto:MIUR - Ex40% | ||
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| Il turismo ecosostenibile nel Nord Ovest della Sardegna | ||
La professoressa ha partecipa al gruppo di lavoro che sta elaborando il Piano di Sviluppo SocioEconomico del Parco Nazionale dell`Asinara in collaborazione con DEMOS. |
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| Tipo di finanziamanento ricevuto:Convenzione | ||
| Campo di applicazione: Lo sviluppo socioeconomico legato al turismo nelle aree protette | ||
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| Genere e eccellenza | ||
L’eccellenza è quell’insieme di abilità e competenze che consente a un essere umano di produrre conoscenza nuova e utile. Se uomini e donne sono dotati allo stesso modo di tale capacità, perché ci sono così poche donne tra quegli scienziati che vengono considerati “di eccellenza”? L’eccellenza non è una variabile data in natura. Viene prodotta da un processo sociale che seleziona alcune abilità specifiche, misurate utilizzando specifici standards. Il presente articolo costruisce un modello grafico della produzione di eccellenza, ne esamina le proprietà sotto diverse assunzioni circa le diverse abilità che vengono considerate rilevanti e circa i diversi standards che possono essere usati per misurarle. Questo processo può essere distorto, cioè costruito in modo tale da selezionare prevalentemente persone di un solo sesso. Conclude che la definizione dell’eccellenza e la sua creazione sono il risultato di fattori non solo personali ma anche interpersonali, non soggettivi ma di contesto. Perciò chi sia da considerare “eccellente” è un fatto contestabile. Chi sono gli uomini e le donne eccellenti dipende dalle relazioni fra i sessi nella comunità scientifica e nella società, cioè dal “genere” inteso come l’insieme di comportamenti ritenuti appropriati per ciascun sesso, nonché dalla allocazione di varie risorse, comprese quelle di tempo, di finanziamento e di informazione tra le persone dei due sessi. Per completare il ragionamento il lavoro introduce un modello ausiliario della circolazione della informazione scientifica, che spiega uno dei possibili meccanismi per cui le donne hanno maggiori probabilità di trovarsi fuori dalla rete di relazioni scientifiche rispetto a uomini che hanno il loro medesimo livello di capacità iniziali. |
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| Tipo di finanziamanento ricevuto:Fondo Ateneo(Ex60%) | ||
| Campo di applicazione: Declinazione del tema | ||
| E. Addis and M. Brouns (eds) "Gender and Excellence in the making", Report to the Directorate general for research of the European Commission, Foreword by Philippe Busquin, Commissioner for Research, Preface by D. Al Khudairy, N. Dewandre and H. Wallace, Bruxelles, Office for the Official Publications, European Communities, 2004, Introduzione di E. Addis e M. Brouns. | ||
| ”Quali politiche in un paese "mediterraneo"? in T. Addabbo (a cura di) “Genitorialità, lavoro, qualità della vita: una conciliazione possibile?” Milano, Franco Angeli, 2004, cap. XII di E. Addis, Introduzione e conclusioni di T.Addabbo, E. Addis, V. Borghi e B. Maiani |
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| La relazione tra donne e denaro viene esaminata a partire dalla nozione teorica di moneta. Si evidenzia come le donne abbiano svolto in passato alcune delle funzioni che gli economisti attribuiscono alla moneta- mezzo di scambio, fondo di valore. Si mostra come la monetizzazione dell'economia provoca uno slittamento progressivo di poteri decisionali relativi alla funzione di soddisfacimento dei bisogni dalla sfera domestica alla sfera del mercato e dello Stato. Si sostiene che la mredistribuzione di poteri legata alla monetizzazione può rappresentare un'opportunità di amggiore equità tra i sessi a patto che se ne comprendano i meccanismi e se ne utilizzino politicamente le potenzialità. | ||
| I differenziali salariali per sesso e il patto di genere in A. Pinnelli, F. Racioppi e L.Terzera, "Genere Famiglia Salute", Roma 2006 | ||
| I differenziali salariali per sesso in Italia in A. Pinnelli,F. Racioppi e L. Terzera (ed.) Genere, famiglia,e salute, Franco Angeli, 2007 Il contributo deriva dalla ricerca Prin 2004, ed è uscito in dicembre 2007. Contiene un esame delle metodologie utilizzate per lo studio dei differenziali salariali per sesso in Italia e una applicazione econometrica su dati SHIW 2002. Motra che in Itlia esistono probelimi di pari opportunità ad ambedue gli estremi della distribuzione salariale, mentre in altri paesi Europei i problemi sono limitati slo ai uantili inferiori o solo ai quantili superiori. |
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| Piano di Sviluppo Socioeconomico del Parco dell`Asinara (BOZZA MIMEO) | ||
| L’eccellenza è quell’insieme di abilità e competenze che consente a un essere umano di produrre conoscenza nuova e utile. Se uomini e donne sono dotati allo stesso modo di tale capacità, perché ci sono così poche donne tra quegli scienziati che vengono considerati “di eccellenza”? L’eccellenza non è una variabile data in natura. Viene prodotta da un processo sociale che seleziona alcune abilità specifiche, misurate utilizzando specifici standards. Il presente articolo costruisce un modello grafico della produzione di eccellenza, ne esamina le proprietà sotto diverse assunzioni circa le diverse abilità che vengono considerate rilevanti e circa i diversi standards che possono essere usati per misurarle. Questo processo può essere distorto, cioè costruito in modo tale da selezionare prevalentemente persone di un solo sesso. Conclude che la definizione dell’eccellenza e la sua creazione sono il risultato di fattori non solo personali ma anche interpersonali, non soggettivi ma di contes |